il pomeriggio, a volte riposo un pò per le nottate passate tra mosse di karate e ginocchiate ricevute da mia figlia in disinvolta grazia. Si tratta di un'operazione difficile, dove mi sono trovato a volte anche a sentirmi russare all'improvviso per poi svegliarmi. Possibile che un riposo pomeridiano sia rumoroso alquanto? e così mi sveglio ed ascolto i miei figli che giocano in sala con il volume alto della spensieratezza.
Throw away, è il refrain di ciò che ogni tanto incontro sotto al piede, e quindi la domanda sorge spontanea o diventa una preghiera decisa: "si può buttare questa cosa che tanto lei non ci gioca? è sempre tra i piedi!" e così io a volte come i carbonari, al di fuori anche della materna visuale, decido cosa si può buttare, nascondere e salvare per quando sarà più grande.
Il vinello giornalmente mi solletica la pancia, così sfido ogni volta ad un duello all'ultimo sangue il tubo digerente. Il mal di capa mi governa fin da giovane, e gli antinfiammatori hanno fatto finora la loro parte, nel frammentare le mie giornate e il mio tratto digerente. Con il caffè ci do poi il colpo di grazia, ed anche questa è fatta.
Altri giorni e mesi di quarantena forzata e diventeremo una specie di super eroi. Sapremo levitare a mezza altezza, camminare attaccati in perpendicolare sui muri come spider-man; l'evoluzione della specie è cominciata. Io potrei essere l'essere primordiale di un essere mostruoso, metà uomo e metà sedia di cucina, corrucciato nel tratto umano e pronto alla perenne seduta essendo fedele alla cucina, stanco e con un mantra pensiero in testa: prima o poi inventeranno una sedia nuova, senza gambe e da lì la mia sfortuna. Throw away anche per me.
20 aprile 2020
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