su una scacchiera immaginaria disegnata per terra, mi muovo come il pezzo del cavallo. Sposto la mia dimensione, mi allontano dalle persone e una volta un passo avanti e poi in diagonale, e nelle strettoie ecco spostarmi di lato e di nuovo in diagonale. Il covid che si annida negli untori asintomatici, inconsapevoli e potenziali assassini, mi mette agitazione. In ufficio, nei primi tempi di quella che poi diventerà pandemia, i miei colleghi, venivano da me ad alitarmi, a tossire nelle vicinanze del mio desk per ischerzo. Come esclama ogni tanto a ragione (a seconda del contesto), lo zio latitante della serie de I TOPI : "scherzo di mmerda".
Hanno regalato a mia figlia, una bella biografia di Frida Kahlo, una piccola peste che ha sfidato la vita, la morte. Lei ha vissuto intensamente, senza alcuna paura. Lei il Covid lo avrebbe mangiato a colazione.
La fortuna di un uomo è scritta, da qualche parte a me oscura, ma ciascuno ha il suo bel libro della vita con la copertina tutta rilegata e con i caratteri d'oro, ed ogni esame con il destino per arrivare poi alla tesi di laurea finale, gloriosa, pacifica o misera che sia.
La fortuna aiuta gli audaci ed i mascherati.
Nel mio giro odierno pomeridiano, su una bici mountain bike, ho sorpassato in moderata velocità i visi mascherati, single o di famiglie apparecchiate per l'occasione, appaiati come me sulle ali dell'egoismo.
Uscite per guadare il mondo, tante piccole pentole a pressione, aperte tutte insieme, sbuffanti e pericolose.
Così ho percorso qualche chilometro, ascoltando gli umori e carezze di vento.
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