27 agosto 2023

Quattro stelle

 le giacenze di magazzino

precoci anfratti, misteri suadenti

respiri a bocca aperta dei tuoi acquisti


la lingua s'ingrossa come una palla tonda

a tutti i costi, brami e conquisti

le posizioni di bancomat impazziti


acquatti tra i club lounge i tuoi sospiri

derivati nei divani e tessere nella polvere

marketing di raucedine sviti


accogli in te, elettrizzi

gli aghi impazziti, idrovora del nuovo

non lasci scampo all'ingoio


le puttane sotto al cavalcavia

ascoltano un ronzio,

sono le tue batterie

26 agosto 2023

Mi riparo alla tua ombra

 c'è dell'ordine anche in un paio di cosce nude

accavallate su una duna

fan perdere la memoria

nel giro vorticoso di sabbia e nuvole


la faccia da cadente è un pregio di famiglia

nel mio stemma araldico

ci sono due palle gonfie che sonnecchiano in un angolo


testardo mulo arranco nel limite inferiore del tuo fianco

mi arrendo

bivacco per sempre a morte

nel tuo lago salato

Ombrelloni

 Il magma di poppanti urticari

siede sulle gambe di mamma

si intasano le strade di mare

e chi non vuol remare

sprofonda nella sabbia mobile

con sopra una liana che si ritrae e scompare


Nuclei impazziti di solitari calvi esauriti

circondano alla coop gli yogurt in scadenza

dal profondo risuonano i tamburi e le sirene della crisi


25 agosto 2023

La quarta a sinistra

 al davanzale che sovrasta

l'uomo piccolo che avanza

non saprei dare una taglia

probabile sia una quarta


il bambino che sugge

il futuro in una sfera piena

morbida poppa

dimora dell'uomo

ricordo di quello che è ora


stasera non torno a cena

11 febbraio 2023

rachitico fastidio

 rachitico fastidio delle masse nere

che governano al passo delle ciminiere

intubati nell'altrui disprezzo di chi non ha prezzo

nella sabbia mobile in cui tutti 

hanno messo un piede


08 settembre 2021

valzer



come rugiada antica 

dispongo del tuo viso

nel senso eterno dell'amore

disfo ogni singola erezione


cambio le lancette al mio io modesto

appaio in controluce dietro un pendolo


il buio fa rumore

allago la mia stanza in un sorriso


ripenso al frammento che mi hai lasciato

nell'incavo notturno del mio cuore

21 marzo 2021

marchio a fuoco l'animale che è in me

 la scatola cranica di una statua mi fissa con voluttà, ci sta. Rapido salgo le scale senza contarle, mentre il fiato grosso mi da la caccia e si insinua dietro di me, baratta i miei passi con la promessa che prima o poi gli venda i miei polmoni. Con il colesterolo ogni tanto ci scambio qualche chiacchiera. Dalla tv rimbalza l'umore approssimato di politici badanti, che il vento chiama alla raccolta, ed i semi si sparpagliano alla rinfusa in un campo secco, arido che non darà mai vita alla vita. Solitarie ombre, in coda alle mense della Caritas, sono senza faccia, e chilometro dopo chilometro, alzano il bavero al vento posticcio, che li alza da terra come droni senza ali, muti e rassegnati sulle rovine proprie ed altrui, in diretta da una telecamera. Marchio a fuoco per non dimenticare

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tutto si dimentica

 la miseria di certe persone si misura con la pala analfabeti nell'anima, privi di ogni amore proprio e pietà animale che parliamo a far...